Linee tematiche
Il IX Congreso Internacional de la Red Internacional de Universidades Lectoras, intitolato “Discorso, plurilinguismo e interculturalità: lettura critica e costruzione del sapere nell’università globale” si propone come uno spazio di incontro e dialogo interdisciplinare volto a riflettere sulla multimodalità dei discorsi e sulle trasformazioni dei processi di produzione, circolazione e legittimazione del sapere, nonché sul modo in cui le università affrontano oggi la riconfigurazione dei processi di lettura e scrittura in contesti caratterizzati da globalizzazione, mobilità, digitalizzazione ed espansione di nuove testualità.
Il nostro intento nasce dall’idea che, all’interno dei processi discorsivi, siano essi accademici, professionali, letterari o mediatici, non si trasmettano soltanto saperi, ma che i discorsi contribuiscano attivamente a costruirli e legittimarli. Da qui l’interesse a prestare attenzione anche alla multimodalità e alle semiotiche digitali – dimensioni decisive della comunicazione contemporanea e dei processi di interculturalità critica (Walsh, 2009) – nonché ai cambiamenti che interessano le pratiche di lettura e le forme di produzione testuale in ambienti ibridi, transmediali e mediati algoritmicamente.
Il quadro teorico del congresso si articola pertanto intorno al paradigma del discorso, considerando i testi come azioni semiotiche inscritte in condizioni storiche di produzione, circolazione e interpretazione, attraversate da relazioni di potere (Greimas e Courtès, 1979; Rodríguez, 1990; Van Dijk, 1997, 2000, 2003, 2012; Verón, 1996). A partire da questa base e dalla nozione di linguaggio come risorsa socio-semiotica e potenziale di significato (Halliday, 1982, 2004), assumono un ruolo fondamentale la teoria dei generi discorsivi (Bachtin, 1986) e l’apparato enunciativo (Ducrot, 1986; Benveniste, 1971, 1977), utili a comprendere la stabilizzazione storica delle forme testuali e le relative aspettative di lettura e scrittura secondo una prospettiva complementare (Martínez Ezquerro, 2023) e di genere nei diversi ambiti accademici e professionali (Garofalo, 2023).
Due prospettive centrali -che interpretano e accompagnano le sfide attuali dell’educazione e della ricerca accademica- sono il plurilinguismo, inteso come uso dinamico di repertori linguistici e culturali, e la mediazione interculturale, fondamentale per spiegare processi strategici di riformulazione e negoziazione sociale del significato (Lutczak, Martins e Cremonte, 2025), soprattutto nei contesti educativi, migratori e professionali (Buttjes e Byram, 1991; Calvi, 2006; Campos e Quiles, 2019; San Vicente e Bazzocchi, 2021; Piccardo, 2022). Si tratta di contesti che riteniamo debbano necessariamente integrarsi per ridefinire i paradigmi di un’educazione linguistica, accademica e professionale di qualità, equa e socialmente impegnata sul piano dei valori (UNESCO, 2016; QCER, 2020).
All’interno di questo spazio interdisciplinare, interpretiamo la competenza comunicativa interculturale di Byram (1997) in senso ampliato, verso una necessaria prospettiva di consapevolezza metalinguistica e metaoperazionale (Solís García e Matte Bon, 2020) della lingua e dei suoi discorsi. Tale prospettiva costituisce una risorsa centrale per lo sviluppo di una competenza comunicativa interculturale critica, attraverso la quale gli utenti di una lingua integrano competenze e pratiche discorsive con lo sviluppo del pensiero critico, di valori e atteggiamenti di cittadinanza, per un uso responsabile e consapevole del proprio discorso (Liddicoat e Scarino, 2013), da sistematizzare nei contesti di acquisizione/apprendimento di lingue aggiuntive.
La lettura critica come pratica interpretativa cooperativa (Iser, 1980) e il paradigma delle alfabetizzazioni accademiche, o Academic Literacies (Lea e Street, 1998; Street, 1984; Parodi, 2010; Navarro, 2017), costituiscono gli altri assi portanti delle linee tematiche del congresso, secondo l’approccio della multimodalità (Kress e van Leeuwen, 2020; Morales et al., 2024) e delle multiliteracies (Freire e Macedo, 1987; Kalantzis e Cope, 2012). Queste prospettive delineano una competenza di lettura (Mendoza Fillola, 2004) molto più complessa e poliedrica, intesa come processo consapevole e mediatore di un’alfabetizzazione accademica nella quale lettura e scrittura, oltre a essere pratiche sociali legate a identità ed epistemologie, devono essere assunte anche come responsabilità istituzionale.
Accanto a questi approcci, intendiamo coniugare la riflessione sulla mediazione informativa, la disinformazione e l’impatto dell’intelligenza artificiale sull’autorialità, la creatività e la ricezione dei testi, con l’obiettivo di offrire una comprensione più ampia di come funzionano oggi i processi di comunicazione e trasformazione della conoscenza. Un ulteriore ambito di riflessione riguarda il ruolo delle università al centro dello studio e della ricerca umanistica, anche in relazione al mondo delle Digital Humanities, per affrontare la sfida futura ed educativa di offrire alternative alla crisi globale e culturale attuale e contribuire attivamente alla costruzione di un progetto umanistico olistico ed equilibrato per il XXI secolo.
In particolare, l’attenzione si concentra sulle trasformazioni della testualità digitale a tre livelli: socioculturale, a partire dalle nozioni di convergenza, partecipazione e narrazioni transmediali (Jenkins, 2006; Scolari, 2008; Martos e Martos, 2018); informativo, con attenzione al concetto di “disordine dell’informazione”, anche nei discorsi professionali, e sulla base delle linee guida dei quadri normativi del Consiglio d’Europa e dell’UNESCO; algoritmico, in relazione all’impatto che l’Intelligenza Artificiale produce sulla lettura e sulla scrittura – soprattutto nei contesti educativi e accademici -, sulla manipolazione testuale e sull’etica digitale (Boden, 2016; Floridi, 2013; Cosenza e Lo Sapio, 2025).
LINGUE DEL CONGRESSO: spagnolo, francese, inglese, italiano e portoghese.
LINEE TEMATICHE:
1. Discorsi multimodali, testualità e costruzione epistemologica del sapere
Analisi linguistico-discorsiva dei processi di costruzione del sapere attraverso testi e pratiche comunicative multimodali, orientati allo sviluppo del pensiero critico. In questa prospettiva rientrano i discorsi accademici, letterari e mediatici come forme complementari di produzione di significato.
2. Ricerca linguistica, plurilinguismo e mediazione
Studi sull’acquisizione, l’uso e la mediazione in contesti educativi plurilingui e migratori, con attenzione alle pratiche discorsive che favoriscono l’interculturalità, l’inclusione e il dialogo tra comunità.
3. Alfabetizzazione accademica, lettura critica e consapevolezza comunicativa
Riflessioni sui linguaggi digitali, le semiotiche emergenti e le nuove forme di lettura e scrittura che trasformano le competenze comunicative e l’alfabetizzazione critica transdigitale, comprese le relative implicazioni etiche.
4. Linguaggi digitali e mediazione informativa
Analisi di discorsi accademici e professionali, convenzioni testuali e comunicazione digitale. Comprende mediazione informativa, etica della comunicazione e metodologie innovative per lo sviluppo delle competenze discorsive e di lettura.
5. Intelligenza Artificiale e produzione testuale ibrida
Impatto dell’IA sui processi linguistici, sulla produzione testuale ibrida e sull’autorialità digitale. Riflessioni su creatività, linguistica computazionale, discorsi generati dall’IA e conseguenze etiche nei generi comunicativi.
6. Pratiche discorsive, educazione alla lettura e cultura
Studio dei discorsi accademici, sociali e letterari come pratiche di costruzione culturale, con particolare attenzione alla formazione del lettore critico, al dialogo interculturale e alle comunità di lettura contemporanee.

